SUBACQUEA: DALLA RICREATIVA ALLA TECNICA
  SUBACQUEA TECNICA
 
La Subacquea Tecnica ha in comune con la Subacquea Ricreativa la finalità sportiva dell'immersione e quindi la necessità di avere adeguati ed estesi margini di sicurezza. Il primo obbiettivo è proprio questo - la sicurezza- e non come si potrebbe pensare l'estensione dei ranges operativi di quota e/o tempo. La volontà di ricercare elevatissimi margini di sicurezza e di ottimizzare l'immersione ha portato all' impiego delle miscele respiratorie ma ha nel contempo comportato la sintesi di tecniche adeguate a immergersi oltre i limiti della classica Subacquea Ricreativa. Punto di contatto fra subacquea Tecnica e Ricreativa è l'impiego delle miscele Nitrox I (32% di O2) e Nitrox II (36% di O2); queste miscele permettono, nell'ambito dei 40 metri di ottimizzare l'immersione incrementando notevolmente la sicurezza ed i tempi di permanenza in curva o fuori curva; ad esempio in aria a -39 [m] abbiamo solo 10' in curva di sicurezza, con l'impiego del Nitrox I il tempo in curva è 20' e la leggera narcosi già presente a tale quota in aria è con la miscela iperossigenata completamente assente. Anche al di fuori della più estesa curva di sicurezza le miscele Nitrox I e Nitrox II consentono una forte riduzione dei tempi decompressivi aumentando notevolmente la conservazione e la sicurezza del profilo d'immersione. Quindi l'immersione tecnica può essere definita anche in base alla necessità di respirare gas differenti dall'aria, come nitrox, trimix, heliox, hydreliox. Questa definizione deriva dal fatto che la respirazione di mix di gas con una concentrazione di ossigeno pari a quella dell'aria (circa 21%) a profondità maggiori di 50-60 metri (quindi con pressione parziale di O2 maggiore di 1,60 bar) risulta assai pericolosa per via della tossicità dell'ossigeno. Questo causa sintomi gravi, come  allucinazioni visive e uditive, perdita del controllo muscolare e sincope. L'aumento della profondità provoca la narcosi d'azoto, che può essere prevenuta però riducendo la percentuale di azoto nella miscela sostituendolo solitamente con dei gas più volatili e che quindi inoltre favoriscano la desaturazione, come elio (trimix) oppure eliminandolo completamente dalla miscela, utilizzando gas come l'idrogeno o ancora l'elio (Hydrox, Hydreliox, Heliox) 
 
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