SUBACQUEA: DALLA RICREATIVA ALLA TECNICA
  Attrezzatura nell'Immersione Tecnica
 
L’immersione ricreativa é basata sul sistema di coppia, cioè l’assistenza reciproca in caso di emergenza, mentre nell’immersione tecnica questo sistema viene giudicato insufficiente. Non è che il sistema di coppia venga completamente abolito, ma diventa parte del sistema di sicurezza, partendo comunque dal principio che in caso di difficoltà, può essere che il compagno stesso lo sia, che non sia pronto o troppo distante.Il principio è inanzitutto di poter contare su se stesso, indi per cui bisogna prevedere una risoluzione a tutti i problemi possibili nell’immersione. Nei corsi tecnici viene ampliato il sistema di assunzione della propria responsabilità: Prima di ogni immersione ricordate a voi stessi: - Soltanto voi siete renponsabili di voi stessi - Soltanto voi potete respirare per voi - Soltanto voi potete nuotare per voi - Soltanto voi potete pensare per voi l Nei riguardi del vostro compagno ricordate: - Non siate dipendenti - Non siate un appoggio - Condividete il divertimento - Sviluppate l’abilità ad assistere La prima cosa da fare nella programmazione dell’immersione tecnica è calcolare il tipo di pericoli a cui potreste andare incontro: rottura dell’attrezzatura, corrente, freddo, visibilità, perdita della cima di decompressione etc.etc. , e quindi domandarsi « Cosa farei nel caso di ..... ». Andiamo ad esaminare alcuni punti fondamentali. La scorta d’aria In qualsiasi caso il subaqueo deve raggiungere la superficie, effettuando l’eventuale decompressione anche se si verifica un’ erogazione continua dell’erogatore o la rottura di una frusta. Ecco quindi la necessità di avere due sistemi di respirazione separati o separabili nel corso dell’immersione (esempio bibombola con manifold centrale) in modo da avere in ogni caso almeno un sistema efficiente per la gestione dell’emergenza Sistemi di galleggiamento In questo caso possiamo prevedere un problema sul nostro giubbetto equilibratore come rottura della sacca, sistema di gonfiaggio bloccato od o-ring frusta gonfiaggio rovinato, problemi che in caso di immersione profonda obbligherebbero a rimontare con solo la forza delle pinne cosa non facile, poco realistica e con possibili rischi di affanno. E’ quindi necessario prevedere un secondo sistema di galleggiamento indipendente, che può essere l’utilizzo della muta stagna, la quale però ha in questa funzione dei rilevanti limiti. Soluzione ideale, è il giubbetto equilibratore con doppio sacco e doppio sistema di gonfiaggio completamente separati (tipo Dive Rite Transpac/Wings), che permette di avere un sistema di galleggiamento sicuro con lo stesso ingombro di un giubbetto equilibratore tradizionale. Sistemi di illuminazione Assolutamente necessari per godersi il piacere dei colori nell’immersione ricreativa, il sistema di illuminazione diventa elemento fondamentale nell’immersione di notte, all’interno di relitti o di grotte.In questi casi la ridondanza è fondamentale ed i sistemi variano a secondo della situazione. In grotta per esempio è necessario in molti casi avere le mani libere, ecco quindi il sistema di illuminazione principale sistemato sul caschetto di protezione o su una speciale impugnatura che permette di utilizzare liberamente le mani. L’utilizzazione di un pacco batterie separato per il sistema principale è da preferire perchè ha normalmente più autonomia e la parte illuminante è di dimensioni notevolmente ridotte rispetto ad una lampada tradizionale. Ritorno alla superficie Nell’immersione tecnica profonda la più grande preoccupazione, è quella della gestione della decompressione. Il subacqueo deve in ogni caso avere la possibilità di poter effettuare la decompressione adeguata, evitando o risolvendo situazioni quali la perdita della cima di discesa/risalita su un relitto. Ecco quindi la necessità di portare con se tutto il gas necessario alla stessa nelle bombole dette da ‘fase’ o da ‘fianco’. Ulteriore sicurezza, necessaria in caso di scarsa visibilità, penetrazione in un relitto od una grotta, è il filo d’arianna, costituito da un mulinello con una cima di nailon di spessore differente a seconda dei casi, che permette se correttamente utilizzato di ritrovare facilmente la via del ritorno. Ultimo ma non per questo meno importante il mulinello di sicurezza collegato ad un pallone da sollevamento (min. 25kg) che permette di gestire in tutta tranquillità una decompressione in corrente. Tutto quanto riportato sopra è solo un accenno sull’argomento relativo all’ attrezzatura nell’immersione tecnica, argomenti che viene già affrontato nei corsi IANTD
 
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